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Se gli ebrei non si sentono più sicuri in Europa

L’intervento di Rav Sacks al Parlamento Europeo è solo l’ultima testimonianza di un fenomeno ormai in crescita incontrollabile: l’antisemitismo europeo.
Se ieri l’antisemitismo lo vedevamo nel tristemente famoso nazismo, oggi sono spesso (non solo sia chiaro) i musulmani a incarnare questo sentimento e la totale mancanza di controlli in Europa non farà altro che aumentare il fenomeno.

Interesante al riguardo è questo corto video che mostra un ragazzo con una kippah girare per le strade di Parigi… fate voi i conti:

Il Service de Protection de la Communauté Juive ha fatto notare come nella sola Parigi e dintorni gli episodi di antisemitismo fra il 2013 e il 2014 sono aumentati del 92%.

Allarmante è stata la richiesta di Zvi Ammar, presidente del Concistoro israelita di Marsiglia, che è arrivato a sconsigliare di indossare la kippah in pubblico (di cui consiglio anche il commento di Gad Lerner).

Anche Netanyahu ha ribadito quest’anno come gli ebrei europei siano ormai condannati a nascondersi.

L’Europa promette, ma nulla sembra cambiare e nel solo 2014 ben 7000 ebrei francesi si sono trasferiti in Israele, il doppio dell’anno passato.

E allora quale è la risposta? Perché tanto ci si fa belli a ricordare le vittime dell’Olocausto, ma noi ebrei, oggi, la paura continuiamo ad averla.

Elia Levi

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